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Feb

A 27 anni porta in Borsa la società fondata a 14

DA ZOPPOLA, IN FRIULI, A PIAZZA AFFARI: LA STORIA DI ALBERTO ZILLI E DI TRIBOO MEDIA

Che effetto può fare arrivare in Borsa a 27 anni con un’attività creata da ragazzino? Alberto Zilli aveva solo 14 anni quando cominciò a provare a far soldi con la Rete, avviando il business che tra pochi giorni andrà in quotazione sull’Aim di Piazza Affari con il nome di Triboo Media, una società da oltre 20 milioni di euro di fatturato.

La sua sembra una storia americana. Invece è tutta italiana, ambientata nel posto più distante dalla Silicon Valley che si possa immaginare: Zòppola, neanche diecimila abitanti in provincia di Pordenone, Friuli. Dove nel 2000, quando Alberto comincia a smanettare con la passione del web e l’istinto del futuro imprenditore, è già quasi un miracolo avere il collegamento Internet.

Il primo sito si chiama azpoint.net. Pubblica recensioni informatiche, guide e trucchi per il computer. Ma è appena scoppiata la bolla di Internet, con la pubblicità non si guadagna. E’ il padre, che ha un’attività nel campo dell’automazione, ad aprirgli la mente e indicargli la strada: «Farai soldi con la pubblicità quando avrai tanti visitatori sul tuo sito, guarda che questa è la televisione di domani». Il padre viene a mancare di lì a poco, e Alberto resta solo con i due fratelli più grandi, futuri ingegneri informatici e protagonisti tecnologici fondamentali della storia. L’intuizione vincente arriva subito. Alberto vede che i siti medio-piccoli fanno fatica. Allora ne contatta altri, li convince ad associarsi in un network che raggiunge i numeri necessari a rendere appetibili le proposte pubblicitarie. E’ il 2003. I fratelli già avevano ideato un server capace di «tracciare» i clic. La prima delle nuove versioni, che saranno continuamente innovate e implementate sino a fare oggi di Triboo Media una società all’avanguardia internazionale in questo campo, comincia a gestire la pubblicità anche dei siti di altri, facilitando le aggregazioni. E’ un’attività part-time, perché tutti e tre i fratelli studiano. Alberto, che nel 2005 si diplomerà a pieni voti perito informatico, chiama i clienti anche durante la ricreazione. Tutto passa attraverso la partita Iva dell’unico fratello maggiorenne.

Nel maggio 2005 gli Zilli danno vita a una srl, JUICEADV. La raccolta decolla. Nel 2008 il fatturato supera il milione di euro. L’offerta «a performance» (il cliente paga in base ai risultati) è il fattore di successo, ma Alberto si rende conto che la fetta più grande della torta va alle campagne brand , con le quali si punta ad affermare un marchio. Sono i budget che passano dai centri media, ai quali le aziende si rivolgono per l’acquisto degli spazi. Ma per quel mercato servono strutture, soprattutto commerciali. Occorre un partner. Destino vuole che il giovane Zilli si ritrovi a tavola a Duesseldorf, ospite di un operatore internazionale, con l’unico altro italiano invitato. E’ Giulio Corno, un percorso da top manager prima di diventare imprenditore leader nell’ecommerce con il sito dvd.it. Si parlano, si conoscono, si piacciono. Corno intuisce le qualità del giovane che gli racconta di un business che lui vede subito complementare. Fanno società. In un anno la nuova Juice Adv passa da uno a tre milioni di fatturato. Intanto i fratelli Zilli sviluppano nuovi algoritmi, migliorando server e piattaforme. Il fatturato arriva a 10 milioni, l’anno dopo a 15, nel 2012 sfiorerà i 20. Nella società viene conferito il portale Leonardo, acquisito dal gruppo di Giulio Corno che ha continuato a espandersi con il nome di Triboo.

L’attuale Triboo Media mette insieme pubblicità ed editoria digitale: tra quelli di proprietà e quelli aggregati con accordi di concessione pubblicitaria esclusiva Leonardo conta su oltre 200 siti per seguire i propri clienti anche nei progetti di campagne su misura. Sul server della pubblicità a performance i siti partecipanti sono oltre 2.000. E il portale Leonardo.it ha raggiunto a novembre 2013 i 10,5 milioni di utenti unici, con 232,3 milioni di pagine viste.

"Corriere Economia - 03/02/2014 - Franco Bianchi N.4, p. 14"