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12
Mar

Triboo Media debutta a Piazza Affari con un rialzo a due cifre

Triboo Media debutta col botto sull’Aim Italia, ma guarda al futuro e sogna già il listino dei «grandi». L’azienda specializzata nella pubblicità online di ultima generazione ha infatti esordito ieri sul mercato alternativo del capitale di Piazza Affari chiudendo a un prezzo di 4,45 euro, superiore dell’11,25% rispetto al valore indicato per il collocamento.
Ecco come alcune tra le più autorevoli fonti giornalistiche hanno riportato la notizia:

QN – Il Resto del Carlino 12/03/2014 ed. Nazionale p. 30

QN – Il Giorno 12/03/2014 ed. Nazionale p. 30

QN – Il Resto del Carlino 12/03/2014 ed. Nazionale p. 30

ItaliaOggi 12/03/2014 p. 34

QuiFinanza 11/03/2014

Reuters 11/03/2014

Libero Quotidiano.it 11/03/2014

Il Messaggero.it 11/03/2014

Finanzaonline.com 11/03/2014

Finanza.com 11/03/2014

Primaonline.it 13/03/2014

Corriere Economia 17/03/2014 m. sab. N.10 – 17 marzo 2014 p. 22

MF 28/03/2014 Lucio Sironi ed. Nazionale p. 23

Il Sole 24 Ore – PLUS 24 03/05/2014 Isabella Della Valle p. 22

03
Mar

Il boom di Aim, il listino delle piccole aziende

Raffica di collocamenti, in arrivo fondi per investire sulle Pmi

MILANO E’ il listino delle piccole aziende ma si fa notare per la grande crescita che sta mostrando. L’Aim, il cadetto di Piazza Affari nato nel 2009 e dedicato alle realtà medio-piccole, è lanciato verso un incremento record. Dopo una partenza sotto tono, il decollo è arrivato l’anno scorso con ben 15 debutti che hanno rubato la scena al resto della Borsa milanese. Per quest’anno è già prevista la replica del boom Aim (39 società in tutto con oltre 1,2 miliardi di capitalizzazione). Le previsioni di Borsa Italiana parlano di altre 15 società in arrivo ma gli operatori del settore si aspettano numeri ben più grandi. Le prime settimane di quest’anno hanno dato il ritmo con tre sbarchi in poco tempo (Expert System, Sunshine Capital Investments e GreenPower). E il calendario è ricco di appuntamenti: il prossimo 11 marzo ci sarà il listing di Triboo Media con un’operazione che punta a raccogliere 20 milioni di euro. L’elenco si arricchisce di giorno in giorno: oggi sarà depositata la domanda di Gala, società che opera nella vendita di energia elettrica. Intanto per l’Aim è arrivata anche più visibilità grazie a due collocamenti che hanno attirato l’attenzione come quello di Italia Independent di Lapo Elkann e quello della Leone Film Group. Così il pubblico dei piccoli investitori ha iniziato ad avvicinarsi di più a questo segmento che nasce principalmente per gli istituzionali. Il suggerimento degli esperti per il retail è però di guardare ai titoli di questo listino con una prospettiva di medio-lungo periodo e solo a piccole dosi. «Le opportunità non mancano ma i titoli vanno scelti con attenzione guardando anche alla liquidabilità» dice Giulio Bastia, vicedirettore generale Banca Finnat. Non tutte le società hanno grandi scambi tuttavia l’indice di liquidità (rapporto volumi scambiati e flottante) per le società quotate da almeno 12 mesi, oggi raggiunge il 70%, come evidenziato dall’ultimo outlook sul mercato Aim pubblicato da EnVent. «Un segno di maturità di questo listino che si sta via via consolidando» dice Franco Gaudenti, managing partner di EnVent, società Nomad che si occupa di analizzare questo giovane mercato e di accompagnare le società interessate al collocamento -. C’è ancora spazio di crescita e un’ulteriore forte spinta sta nella possibilità di quotare contemporaneamente le società italiane sia a Milano, sia a Londra ma con unico costo». E da quanto rivelano gli addetti ai lavori, il dual-listing, che permetterebbe agli operatori e alle società di operare agilmente in un unico ambiente, è un’opportunità su cui Borsa Italiana sta riflettendo. «C’è molta effervescenza – dice Bastia -. Ma potrebbe essere anche più grande se solo ci fossero strumenti specifici o fondi d’investimento dedicati a questo mondo così importante per il nostro tessuto industriale». Al riguardo risultano in via di definizione un paio di progetti finalizzati al lancio di veicoli/fondi pro Aim.

"La Stampa  03/03/2014   ed. Nazionale  p. 25"
03
Mar

Triboo, debutta all’Aim la pubblicità per le Pmi

UN’INTUIZIONE, QUELLA DI METTERE ASSIEME L’ADVERTISING ONLINE PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, CHE ALBERTO ZILLI HA AVUTO QUANDO ERA ANCORA MINORENNE

Mentre quelli della sua età restavano intontiti davanti alla tv, nell’anno Duemila l’allora quattordicenne Alberto Zilli cominciava a far soldi con una primordiale rete internet, avviando il business che l’11 marzo debutterà all’Aim. Originario di Zoppola, diecimila anime in provincia di Pordenone, Zilli ha un’intuizione vincente: capisce che i sitimedio – piccoli faticano a trovare pubblicità e allora comincia a contattarli, convincendoli ad aggregarsi in un network abbastanza grande per rispondere agli appetiti delle proposte pubblicitarie. L’idea ha successo e lui, ancora minorenne e iscritto alla locale scuola di perito informatico, ci lavora seriamente al punto da occupare anche il tempo della ricreazione per chiamare i clienti: tutto passa attraverso la partita Iva intestata a uno dei due fratelli maggiori, l’unico che ha già compiuto i 18 anni. Zilli, che oggi ha 28 anni, non ha mai smesso di crederci: «Merito di mio padre, che oggi non c’è più. Mi diceva “Farai soldi con internet, questa è la televisione del futuro”», racconta il giovane, che adesso è fondatore e amministratore di Triboo Media, società specializzate in strategie di pianificazione pubblicitaria online di ultima generazione, che rappresenta 2200 siti per 12 milioni di utenti e che negli ultimi cinque anni è passata da 1,2 milioni di euro a quasi venti dei primi nove mesi del 2013, per un ebitda margin del 17% e un utile netto di 1,8 milioni. Il punto di forza di Triboo Media, che ha oltre 50 dipendenti, la maggioranza ingegneri e ricercatori, è l’integrazione tra l’attività editoriale e le strategie di pianificazione online, grazie all’utilizzo della tecnologia. In questi giorni Zilli è in viaggio fra Londra, Parigi, Ginevra e Lugano, in cerca di investitori disposti a scommettere su Triboo Media candidata a diventare la matricola record nel listino delle piccole e medie imprese con una raccolta prevista di 20 milioni e un flottante superiore al 40%. Zilli, insieme al presidente di Triboo Media, Giulio Corno, entrato in partnership con lui nel 2005, aveva cercato di acquisire per 7,5 milioni una società tedesca, ma l’affare era sfumato perché un pesce grosso se l’era comprata per 30 milioni. Da qui l’idea di quotarsi, per investire i proventi in tre settori: editoria digitale, advertising e tecnologia. «Vorremmo realizzare 2-3 acquisizioni nei mercati europei, anche carta contro carta. Stiamo già trattando con alcuni ma non vogliamo frammentare: 7,5 milioni può essere la dimensione giusta», dice Corno, precisando che il gruppo non ha debiti e che l’aumento di capitale servirà solo per la crescita. L’ipo, seguita da Banca Imi e Intermonte, è rivolta solo a investitori istituzionali e l’offerta riguarda 6 milioni di azioni, di cui 5,4 in aumento di capitale, più un’ opzione greenshoe da 0,9 milioni di azioni. Post quotazione Triboo spa (che fa capo a Corno), ora azionista con il 57,5%, scenderà al 32,5% (nel caso di esercizio della greenshoe), Digiz holding (Zilli) al 18,4% e Frachesen enterprise, un partner industriale, al 5,7%. Il cda sarà formato da tre indipendenti su cinque consiglieri ed è previsto un lock up di 18 mesi.

"La Repubblica - Affari Finanza  03/03/2014 ed. Nazionale  p. 18"